La Cgil chiede un nuovo Patto per il lavoro in Sicilia una forma innovativa di concertazione

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Catania | nuove proposte per sollevare il destino della terra del sole

La Cgil chiede un nuovo Patto per il lavoro
in Sicilia una forma innovativa di concertazione

Nuova posta per il neopresidente Crocetta, dopo le ultime minacce

Redazione Online

Villari
Villari

CATANIA | Dopo le varie minacce, arriva oggi una nuova lettere al governatore Crocetta, è l’appello del segretario della Camera del lavoro di Catania, Angelo Villari, che oggi lancia dalle pagine dell’Unità. In un contributo a firma dello stesso Villari, parte da Catania un invito-proposta della Cgil al neo governatore a convocare un tavolo di trattativa per affrontare le emergenze che colpiscono il tessuto produttivo isolano.

« chiediamo un nuovo Patto per il lavoro in Sicilia, una forma innovativa di concertazione fra governo e parti sociali, per costruire un progetto di rilancio economico-sociale ».

 Villari scrive che.« Questa provincia, importante area metropolitana del mezzogiorno, è la metafora del declino che oggi vive l’Italia ed in particolare la Sicilia, é trascorso mezzo secolo da quando il livello di sviluppo economico della città era visto come un miracolo del Meridione. Era quasi tutto vero. Quasi, perché i miracoli economici possono anche spegnersi se non si determinano attorno ad un sistema industriale e produttivo le condizioni infrastrutturali, le capacità di innovare e le necessarie garanzie sul terreno della legalità, utili per farlo affermare».

Sottolinea: « Ecco la grande contraddizione della nostra isola e dei suoi territori: é tanto decadente quanto piena di potenzialità. Decadente perché tante vertenze diventate simbolo della città ne minano il suo futuro. Nel comparto della mobilità, la compagnia low cost Windjet é passata dal grande decollo al tracollo improvviso e traumatico, in piena estate, lasciando a piedi ottocento lavoratori e migliaia di passeggeri, siciliani e non solo, che hanno visto nel vettore il sinonimo di sviluppo e di un’ Europa finalmente più vicina, specie dopo l’assoluto e incomprensibile smantellamento del sistema ferroviario siciliano. L’azienda doveva ripartire entro dicembre, ma nulla é ancora accaduto. In ballo però c’è la mobilità stessa dell’Isola ».

Cita anche la difficile vertenza Aligrup e il rischio sgretolamento dell’Etna Valley, e fa riferimento ai licenziamenti Nokia e ai giovani ingegneri costretti ad emigrare, nonché alla crisi dell’industria e dell’agricoltura.« La Sicilia, il Mezzogiorno – scrive ancora Villari – hanno bisogno di mettere al centro il lavoro per dare speranza e futuro. Per questo l’impegno per un piano del lavoro, un lavoro dignitoso e produttivo, deve partire da qui. Il Governo nazionale deve considerare queste storie di casa nostra come « storie di tutti » come accade per la Fiat e per le tante vertenze simbolo regionali e nazionali».

E conclude: « Al governo regionale, al presidente Crocetta, da poco insediato, chiediamo un impegno concreto a partire da queste vertenze, cosi come chiediamo di confrontarsi con le forze sociali e produttive siciliane su quali idee bisogna mettere in campo per garantire all’isola crescita e progresso,insieme alla costruzione di un welfare regionale inclusivo che garantisca i diritti di cittadinanza (servizi, sanità, istruzione,ecc) in Sicilia troppo spesso negati specie alle fasce più deboli e necessari per sostenere quel cambiamento non più rinviabile. Un confronto tra istituzioni, sindacato ed imprese che può diventare un modello virtuoso da portare come esempio per tutto il Paese».

Periodo alquanto difficile per il nostro neo presidente.

Venerdì 25 gennaio 2013

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